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Usare gli antibiotici con consapevolezza: l’informazione di AIFA sui fluorochinoloni Gli antibiotici sono strumenti preziosi nella lotta contro le infezioni batteriche, e conoscerne il corretto utilizzo è fondamentale per la nostra salute e per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. AIFA, l’Agenzia
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A tavola per la malattia renale cronica
7 Giugno, Lazzareto di Cagliari 𝐕𝐮𝐨𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐮𝐜𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐢𝐜𝐢? Flavis organizza un laboratorio culinario per aiutare i pazienti nefropatici all‘aderenza alla terapia dietetico nutrizionale, senza rinunciare
🟩Se ne parla, spesso e volentieri, come di un elisir in caso di diabete, obesità, malattie cardiovascolari, problemi intestinali, Alzheimer e persino per rafforzare il sistema immunitario.
🟧Ma tra le voci di popolo e i risultati scientifici, spesso c’è un abisso. Facciamo attenzione!
📌 Ad oggi, non esistono prove scientifiche sufficienti a confermare che l’olio di cocco abbia benefici specifici nella prevenzione o nel trattamento di queste condizioni. Molte delle affermazioni che circolano online si basano su studi preliminari o su evidenze ancora limitate.
Perché l’olio di cocco è un alimento controverso?
🔍 La controversia nasce soprattutto dalla sua composizione nutrizionale: circa l’87% dei grassi presenti nell’olio di cocco è costituito da grassi saturi, nutrienti il cui consumo dovrebbe essere limitato perché associati a un possibile aumento del colesterolo LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo".
🟩D’altra parte, alcune ricerche hanno osservato che il consumo di olio di cocco potrebbe anche aumentare il colesterolo HDL ("buono")
Inoltre, alcuni studiosi ipotizzano che i suoi trigliceridi a catena media possano avere effetti metabolici differenti rispetto ad altri grassi saturi.
🟪 I risultati disponibili restano contrastanti e non consentono di trarre conclusioni definitive.
🟦Per questo motivo, l’olio di cocco non può essere considerato un alimento "miracoloso". Come per tutti i grassi, il consiglio resta quello di consumarlo con grande moderazione e all’interno di un’alimentazione equilibrata.
No, i colliri non devono sempre essere conservati in frigorifero.
🔴Solo alcuni colliri specifici (per esempio quelli a base di cortisone o antibiotici) richiedono una temperatura di conservazione tra i 2 e gli 8 °C; in ogni caso la temperatura è sempre indicata sulla confezione.
🟢I colliri comuni (lubrificanti, decongestionanti, ecc.): di solito si conservano a temperatura ambiente (sotto i 25°C), lontani dalla luce e da fonti di calore.
La maggior parte dei colliri vanno usati entro 28-30 giorni, indipendentemente dal fatto che si debbano conservare in frigo o a temperatura ambiente
👉⚠️Ricordati di leggere sempre il foglietto illustrativo o di chiedere consiglio in farmacia, perché ogni collirio può avere modalità d'uso diverse.


